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Tipo di carattere
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Il mwbgtipo di carattere, in mwbwinformatica e in mwcatipografia, indica un insieme di mwcqcaratteri tipografici accomunati da un certo stile grafico o svolgenti una data funzione.

Il comune termine inglese mwcwfont proviene dal mwdafrancese mwdqmedioevale mwdgfontecite-ref-1[1] e significa «(cosa che è stata) fusa», con riferimento ai caratteri mobili prodotti per la stampa tipografica, ottenuti versando il metallo fuso nella mwewforma contenente la mwfamatrice del singolo carattere.

Un tipo di carattere solitamente contiene un vario numero di simboli, detti mwfgglifi, quali lettere, numeri e punteggiatura. I tipi di carattere possono contenere anche ideogrammi e simboli come caratteri matematici, note musicali, segni geografici, icone, disegni e molto altro ancora.

Si potrebbe definire la struttura del carattere nel suo senso più ampio come una serie di regole di mwgaprogetto (per esempio di stile, immagine o impressione) all'interno delle quali il progettista può concepire ogni singolo carattere. Questa definizione permette inoltre l'aggiunta di nuovi caratteri con forme preesistenti, per esempio quello aggiunto al momento dell'introduzione dell'mwgqeuro.

Contents

Storia
Peso
Stile
Gotico
Simboli
Altre
Note

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Storia

Storicamente i tipi di carattere venivano prodotti in dimensioni ben definite (su tutte, il corpo). Prima dell'invenzione della mwiqstampa a caratteri mobili il materiale più utilizzato era il mwiglegno per corpi da punti 36 in avanti. Nella realizzazione di un tipo veniva considerata anche la qualità, ovvero la quantità, di ciascuna lettera presente. Lo stile di un dato carattere teneva conto di tutti questi fattori.
In seguito sono intervenuti molti fattori che hanno determinato un cambiamento: la maggiore disponibilità di stili; le maggiori richieste provenienti dagli stampatori; la produzione di tipi di specifica forza di occhio (quanto scuro appare il testo, mwjagrassetto, mwjqnormale o chiaro, per esempio) e con specifiche le famiglie di caratteri sono generalmente: primario, chiaro, neretto nero e, nerissimo, tondo (diritto) corsivo (inclinato) [condizioni aggiuntive (generalmente «regolare», contrapposto a «mwjgcorsivo» o «stretto»). Il risultato è stata la definizione di "famiglie" o "tipi" di caratteri. Gli stampatori anglofoni hanno utilizzato il termine mwjwfount per secoli riferendosi al dispositivo utilizzato all'epoca per assemblare la stampa in una particolare dimensione e stile.

Le fonderie di caratteri colavano praticamente ogni carattere in varie mwkqleghe di mwkgpiombo dal mwkw1450 fino alla metà del mwlaXX secolo. Nel mwlq1890 emerse la composizione meccanizzata che fondeva al momento i caratteri direttamente in linee della corretta dimensione e mwlggiustezza (larghezza della colonna di testo), secondo necessità. Questa tecnologia rimase nota come a mwlwmetallo caldo e rimase diffusa e proficua fino agli anni settanta. Dopo ci fu un periodo relativamente breve di transizione (circa mwma1950 - mwmq1990) in cui la tecnologia fotografica (nota come mwmgfotocomposizione) produceva tipi di carattere distribuiti in rotoli o dischi di mwmwpellicola. La fotocomposizione permette la scalatura ottica, il che permette ai progettisti di produrre dimensioni multiple da un singolo tipo (esistono comunque limitazioni fisiche sul sistema di riproduzione ed erano comunque necessarie alcune modifiche di progetto su dimensioni diverse, per esempio per permettere la corretta distribuzione dell'mwnainchiostro). I sistemi di fotocomposizione manuali che utilizzavano caratteri su pellicola in rullo permettevano per la prima volta una spaziatura di precisione fra i caratteri senza grandi sforzi. Questo diede luce a una grande industria di produzione dei tipi di carattere negli mwnqanni sessanta e mwngsettanta.

Nella metà degli anni settanta erano in uso tutte le maggiori tecnologie tipografiche, e i loro tipi di carattere, dal processo originale in pressa di mwoaJohann Gutenberg, alle compositrici meccaniche in metallo, fotocompositrici manuali, fotocompositrici controllate da elaboratori elettronici e le prime compositrici digitali (macchine massicce con piccoli processori e uscita su video a mwoqtubo catodico). Dalla metà degli mwoganni ottanta, data l'avanzata della mwowtipografia digitale, è stata universalmente adottata la grafia americana mwpafont, che oggi quasi sempre indica un mwpqfile contenente le sagome scalabili dei caratteri (caratteri digitali), generalmente in un qualche formato comune. I progettisti di alcuni tipi di carattere, come il mwpgMicrosoft mwpwmwqaVerdana, hanno ottimizzato il prodotto principalmente per l'uso su schermo.

I tipi di carattere mwqgdigitali possono codificare l'immagine di ciascun carattere o come mwqwbitmap (descrizione di tipo bitmap) o con una descrizione di livello superiore delle linee e delle curve che racchiudono uno spazio (mwradescrizione vettoriale). Lo spazio definito dalla sagoma di un carattere è poi riempito da un «mwrqrasterizzatore» che decide quali pixel sono «neri» e quali «bianchi». Questo processo è semplice alle alte risoluzioni, come sulle stampanti laser o sui sistemi tipografici di fascia alta, ma sullo schermo, dove ogni singolo pixel può fare la differenza fra leggibilità e illeggibilità, i caratteri digitali necessitano di informazioni aggiuntive per produrre bitmap leggibili nelle dimensioni più piccole. Oggi i caratteri digitali contengono anche dati rappresentanti la mwrgtipografia utilizzata per comporli, incluse le spaziature, i dati per la creazione dei caratteri accentati dai componenti e semplici mwrwlegature, come fl. I linguaggi di descrizione che fungono da formato per i tipi digitali includono mwsaPostScript, mwsqTrueType e mwsgOpenType. La gestione di questi formati (inclusa la mwswconversione in immagini) è presente nei sistemi operativi di mwtaMicrosoft e mwtqApple, nei prodotti mwtgAdobe e in quelli di diverse altre società minori. Per creare un tipo di carattere da zero lo si disegna in formato vettoriale (ad esempio mwtwSVG). Successivamente il file vettoriale viene convertito in formato font (ttf, otf, ...) con l'uso di software specificicite-ref-2[2]cite-ref-3[3]cite-ref-4[4].

Per i tipi di caratteri definiti con tecniche vettoriali è possibile utilizzare alcune tecniche che permettono di sostituire, in particolare sui bordi, i pixel totalmente neri che vengono percepiti come profili seghettati con altri pixel con gradazioni intermedie, per ottenere una soluzione percettivamente migliore. Tale tecnica è detta mwxqantialiasing o allisciamento.

Alcuni caratteri da molti anni sono stati usati moltissimo fino a diventare estremamente popolari e riconoscibili. Per questo motivo molti professionisti designer e progettisti tendono ad evitarli, anche perché li considerano esteticamente non professionalicite-ref-5[5]cite-ref-6[6].

Caratteri mobili

L'uso dei mwggcaratteri mobili avviene sostanzialmente secondo l'antico sistema inventato da mwgwGutenberg. Si tratta di riprodurre il testo con dei blocchetti in lega di piombo su ognuno dei quali è inciso in rilievo un segno tipografico (una lettera, un numero e così via).

È comprensibile perciò che questi blocchetti, dovendo formare il testo all'interno di una pagina, debbano possedere una forma regolare e ben precisa. Si stabilisce quindi di prendere un'mwhqunità di misura e di fare in modo che ogni variazione avvenga secondo multipli o sottomultipli di tale misura (spazi tra le lettere, altezza o larghezza delle lettere e così via). Tale unità di misura è chiamata mwhgmwhwpunto tipografico o mwiapunto Didot (dal nome del tipografo francese che lo stabilì nel mwiqSettecento, mwigFrançois-Ambroise Didot). Tale unità corrisponde a poco meno di mwiw0,376 mm, nei Paesi anglosassoni a mwja0,352 mm. Il punto è anche chiamato mwjqpiccola unità tipografica, in virtù del fatto che esiste la mwjggrande unità tipografica o riga, corrispondente a 12 punti (pari a mwjw4,224 mm).

L'altezza di un carattere viene perciò misurata in punti e viene chiamata mwkqcorpo, ma dato che ogni carattere avrà, in generale, un'altezza diversa dagli altri, ci si riferisce all'altezza del blocchetto di piombo che lo imprime sulla carta. Ogni blocchetto sarà, come detto, uguale all'altro.

Caratteristiche

I tipografi hanno prodotto un completo vocabolario per descrivere e discutere l'aspetto dei caratteri. Qualche termine è applicabile solo ad alcuni sistemi di scrittura.

Dimensioni

La maggior parte dei modi di scrittura condivide la nozione di una mw4glinea di base: una linea orizzontale immaginaria su cui si appoggiano i caratteri. Talvolta parte dei glifi, la parte mw4wdiscendente cresce al di sotto della linea base. Similmente, la distanza tra la linea base e la cima del glifo più alto è chiamata mw5aascesa. L'ascesa e la discesa non necessariamente includono lo spazio occupato da accenti o altri mw5qsegni diacritici.

Nelle scritture latina, greca e mw5wcirillica, la distanza fra la linea base e la cima di un normale carattere minuscolo è chiamata mw6amw6qocchio medio. La parte di glifo al di sopra è l'mw6gascendente. L'altezza dell'ascendente può avere un effetto sostanziale sulla leggibilità e l'aspetto di un carattere. Il rapporto fra l'occhio medio e l'ascesa è spesso utilizzata per classificare i caratteri tipografici.

mw7qMinuscole: l'mw7galtezza delle minuscole è misurata sulla lettera mw7wx. Infatti le lettere tonde tendono ad avere dimensioni più grandi delle lettere lineari, per applicare una correzione ottica senza la quale apparirebbero al lettore più piccole delle altre.

mw8gMaiuscole: è l'altezza misurata sulle lettere maiuscole, solitamente sulla mw8wE, sempre per problemi legati alla correzione ottica.

mw9gAscendenti: l'altezza delle lettere minuscole quali mw9wl e mw-af ad esempio, è più grande di quella delle altre lettere minuscole, e, di norma, anche delle lettere maiuscole.

mw-wAllineamento: è la somma della distanza tra la linea dell'ascendente e la linea di delimitazione del corpo superiore e la linea del discendente e la linea di delimitazione del corpo inferiore. In pratica è la distanza verticale minima dei caratteri.

Apertura

L'andamento delle aste curve aperte di caratteri come la mw-gC, mw-wc, mwaqaS, mwaqes, mwaqia, mwaqme e così via, è definito apertura. Alcuni caratteri come l'mwaqqmwaquHelvetica o il mwaqymwaqcBodoni sono caratterizzati da aperture più ridotte, mentre il mwaqgmwaqkBembo, il mwaqoCentaur o il mwaqwRotis possiedono aperture più ampie.

Crenatura

La mwaracrenatura, in inglese mwarekerning, indica la riduzione dello spazio in eccesso tra le due lettere, allo scopo di eliminare spazi bianchi antiestetici e dare un aspetto più omogeneo al testo. Un esempio dove spesso si attua la crenatura è quello di avvicinare le due lettere a bracci obliqui mwariA e mwarmV. Può comunque avvenire tra lettere curve come mwarqC e mwaruO.

Peso

Il peso è il rapporto tra area inchiostrata e area in bianco della serie di caratteri, o meglio lo spessore dei tratti che lo compongono indipendentemente dalla sua dimensione.

Stile

I tipi di carattere si possono suddividere in due categorie principali: con o senza grazie (note anche con il francese mwasyserif, poi trasferito anche all'inglese), ma esiste anche una terza categoria di carattere, chiamato informale, che generalmente riproduce la scrittura in corsivo o manuale delle lettere, con stili più o meno differenti. I caratteri graziati hanno delle particolari terminazioni alla fine dei tratti delle lettere, l'uso delle grazie deriva dai mwasccaratteri lapidari romani, dove era molto difficile scalpellare nel marmo angoli di novanta gradi necessari a terminare le aste.

L'industria tipografica si riferisce ai tipi di carattere senza grazie come mwaskbastoni, mwasolineari, mwasssans-serif (dal francese mwaswsans, «senza») o anche mwas0grotesque (in mwas4tedesco mwas8grotesk).

Esiste una grande varietà sia fra i tipi di carattere graziati sia fra i bastoni; entrambi i gruppi contengono tipi progettati per testi lunghi e altri intesi per scopi principalmente decorativi. La presenza o l'assenza di grazie è solo uno dei molti fattori nella scelta di un tipo.

I caratteri con grazie sono generalmente considerati più facili da leggere in lunghi passaggi che quelli senza. Gli studi al riguardo sono ambigui e suggeriscono che la maggior parte dell'effetto sia dovuta solo a una maggiore familiarità ai caratteri con grazie. Come regola generale, i lavori stampati come libri e giornali usano quasi sempre caratteri graziati, almeno per il corpo del testo. I siti Web non sono obbligati a specificare un tipo di carattere e possono semplicemente rispettare le preferenze dell'utente. Fra i siti che specificano il carattere, la maggior parte utilizzano un tipo di carattere non graziato moderno quale il mwatimwatmVerdana dato che è opinione comune che, diversamente dal materiale stampato, sullo schermo del computer i caratteri senza grazie, per la linearità del tratto, siano riproducibili con definizione superiore e quindi di migliore leggibilità. Tale preferenza è andata perdendo di importanza con il progressivo miglioramento della definizione degli schermi moderni.

Proporzionalità

Un carattere tipografico che mostri glifi di larghezza variabile è detto mwat4proporzionale mentre un carattere tipografico che possieda glifi con larghezza fissa è detto mwat8non proporzionale (o mwauamonospace o mwauea larghezza fissa): ad esempio nei caratteri proporzionali la «w» e la «m» sono della stessa larghezza mentre la «i» è più stretta.

I caratteri proporzionali sono generalmente considerati più attraenti e più facili da leggere e sono quindi i più comunemente utilizzati in materiale stampato pubblicato professionalmente. Per la stessa ragione, sono tipicamente utilizzati anche nelle mwauminterfacce grafiche delle applicazioni per mwauqcomputer. Molti caratteri proporzionali contengono cifre di larghezza fissa in modo che le colonne di numeri possano essere allineate.

I primi caratteri monospazio sono stati creati per le stampanti, in quanto lo spostamento da un carattere all'altro era sempre della stessa larghezza. L'utilizzo dei caratteri a larghezza fissa continuò nei primi computer che potevano visualizzare un solo tipo di carattere. Comunque, anche se i moderni mwauyPC possono mostrare qualsiasi carattere, i caratteri monospazio vengono ancora usati nella mwaucprogrammazione, l'emulazione di mwaugterminale e per la stampa di dati incolonnati dei documenti di solo testo. Esempi di tipi di carattere monospazio sono l'mwaukmwauoAndale Mono, il mwausmwauwCourier, il mwau0mwau4Prestige Elite, il mwau8mwavaMonaco e lmwave'mwavimwavmOCR-B. I caratteri non proporzionali sono considerati migliori per alcune applicazioni, dato che si allineano in colonne ordinate.

L'mwavuarte ASCII necessita di caratteri non proporzionali per essere vista correttamente. In una mwavypagina Web, i caratteri non proporzionali possono essere introdotti tra i tag mwavcmwavg<span style="font-family:monospace"mwavk>mwavo</spanmwavs>. In mwavwLATEX si usa il comando mwav8\texttt{} per scrivere caratteri non proporzionali.

I redattori leggono i manoscritti in caratteri a larghezza fissa. Sono più semplici da correggere ed è considerato scortese inviare un manoscritto scritto con un carattere proporzionale.

Famiglie di caratteri

Dato che è stata creata una quantità immensa di caratteri nei secoli, essi vengono comunemente categorizzati in mwawmfamiglie, in base alla loro apparenza. Questa categorizzazione corrisponde vagamente con la loro evoluzione storica.

Inizialmente si possono suddividere fra mwawumaiuscoli, mwawycon grazie, mwawcsenza grazie, e mwawgdecorativi.

I campioni seguenti contengono una frase senza senso, il cui unico scopo è di contenere tutte le lettere dell'alfabeto (mwawopangramma).

Con grazie

I caratteri con grazie, chiamati in ambito anglosassone mwaw4roman, comprendono a loro volta vari gruppi principali:

• mwaxymwaxcLapidario
• mwaxkVeneziano o mwaxomwaxslettere aldine

• mwax8Rinascimentale, con solo piccole differenze in spessore all'interno del glifo; questa categoria include i tipi di carattere mwayamwayeelzeviri, mwayimwaymGaramond e mwayqmwayuPalatino.

• mway0Barocco o mway4transizionale, nei quali lo spessore all'interno del glifo ha maggiore variazione; questa categoria include mway8Baskerville, mwazemwaziTimes New Roman e mwazmLinux Libertine.

• mwazsModerno, con la massima variazione di spessore all'interno del glifo. L'introduzione delle tecniche di fusione perfezionate alla metà del XVIII secolo permise tratti più fini e influenzò grandemente questi caratteri. La famiglia comprende il mwazwmwaz0Bodoni, il mwaz4Didot, l'mwaz8Ybarra e il mwaaaCentury Schoolbook.

• mwaagContemporaneo, specialmente quelli intesi per scopi decorativi, sfuggono generalmente a ogni classificazione. Per esempio i caratteri mwaakslab serif come il mwaaoRockwell sembrano appositamente artificiali, con forme quasi rettangolari. La famiglia comprende il mwaasmwaawWindsor.

Senza grazie

I caratteri "sans-serif" sono diventati i più diffusi per la visualizzazione del testo sugli schermi dei computer. Sui display digitali a bassa risoluzione, i dettagli dei "serif" potrebbero scomparire o apparire troppo grandi. Il termine deriva dalla parola francese mwabesans, che significa "senza" e "serif" di origine incerta, probabilmente dalla parola olandese mwabischreef che significa "linea" o tratto di penna. Nei supporti stampati, sono più comunemente usati per la visualizzazione e meno per il corpo del testo.

Prima che il termine "sans-serif" diventasse comune nella tipografia inglese, erano stati usati molti altri termini. Uno di questi termini antiquati per sans serif era "gotico", che è ancora usato nella tipografia dell'Asia orientale e talvolta visto in nomi di caratteri come News Gothic, mwabqHighway Gothic, Franklin Gothic o Trade Gothic.

I caratteri senza grazie si possono classificare approssimativamente in quattro gruppi principali:

• mwabgGrotesques, i primi senza grazie, come il mwabkmwaboGrotesque o il mwabsRoyal Gothic.

• mwacqNeo-grotesques, design moderni quali lo mwacuStandard, l'mwacyHelvetica, l'mwaccArial, e l'mwacgUnivers.

• mwadaHumanist (mwadeRailway type di Edward Johnston, mwadmmwadqGill Sans o mwadumwadyFrutiger).

• mwad4Geometrici (mwad8mwaeaFutura o mwaeeSpartan).

• mwaeuTransport D, ideato negli anni cinquanta e usato in molti paesi europei come carattere tipografico per i segnali stradali, sia neretto sia condensato, sia normale sia stretto.

Altri caratteri senza grazie di uso comune sono mwae0Optima, mwae8mwafaTahoma e mwafemwafiVerdana. Si deve notare che in alcune serie (per esempio nell'Arial) i caratteri I (I maiuscola) e l (L minuscola) sono perfettamente identici. Il Verdana invece li mantiene appositamente distinti, dato che la I maiuscola, che fa eccezione, è munita di grazie.

Gotico

I primi caratteri tipografici utilizzati con l'invenzione della pressa da stampa somigliano alla mwafocalligrafia maiuscola dell'epoca.

• Di tutti i caratteri, i mwaf0mwaf4Textura (o gli mwaf8Old English) assomigliano maggiormente alla calligrafia usata nei manoscritti gotici. mwagaJohannes Gutenberg incise un tipo di carattere Textura, includendo un gran numero di legature e abbreviazioni comuni, per stampare la sua mwageBibbia a 42 linee.
• I caratteri mwagmmwagqSchwabacher prevalsero in Germania all'incirca dal mwagu1480 al mwagy1530, e rimasero in uso occasionalmente fino al XX secolo. In particolare, tutte le opere di mwagcMartin Lutero nonché lmwagg'mwagkmwagoApocalisse di mwagsAlbrecht Dürer (1498) utilizzarono questo carattere. Johannes Bämler, uno stampatore di mwagwAugusta, lo utilizzò per la prima volta probabilmente nel mwag01472. Le origini del nome non sono chiare; alcuni suppongono che un incisore del villaggio di mwag4Schwabach, che lavorò esternamente e quindi rimase conosciuto come lo mwaheSchwabacher, disegnò il carattere.
• La famiglia mwahmmwahqFraktur divenne la più nota fra le famiglie di caratteri maiuscoli. Venne creata quando l'imperatore mwahuMassimiliano I (1493 – 1519) preparò una serie di libri e fece creare il nuovo carattere appositamente. Gli stampatori tedeschi utilizzarono estensivamente i caratteri mwahyFraktur fino al veto mwahcnazista del mwahg1942.

Simboli

A differenze delle precedenti, consistono in raccolte di simboli e non di caratteri per il testo. Esempi ne sono lo Zapf Dingbats (un famoso tipo di carattere con simboli vari) e il Sonata (un tipo di carattere per spartiti musicali).

Altre

Informali

I tipi di carattere informali (o mwaiascript) simulano la calligrafia: Zapfino e Zapf Chancery ne sono esempi. Non si prestano molto bene a grandi quantità di corpo di testo, poiché l'occhio umano li trova più difficili da leggere rispetto a molti serif o sans-serif.

Tipi di carattere originali

Hanno generalmente forme di caratteri molto particolari e possono addirittura comprendere immagini di oggetti, animali o altro nel design. Hanno generalmente caratteristiche molto specifiche (per esempio, evocativi del Wild West mwaiy, del Natale mwaic, dei primi baci di una coppia, di film dell'orrore mwaig,...) e quindi uso molto limitato. Non sono adatti per il corpo del testo e spesso comprendono solo le lettere maiuscole.

Tipi di carattere PI

I tipi di carattere PI sono principalmente costituiti da pittogrammi come segni decorativi, orologi, simboli da orari ferroviari, numeri racchiusi in cerchi e altro. Alcuni esempi sono lo Zapf dingbats, il Webdings e il mwai4Wingdings.

Testo utilizzato per dimostrare i caratteri

Un mwajepangramma come «mwajithe quick brown fox jumps over the lazy dog» spesso serve per dimostrare l'aspetto di un carattere. Per esempi più estesi viene comunemente usato testo senza senso come «mwajmlorem ipsum» o altro testo in mwajqlatino quale l'inizio della Prima mwajuCatilinaria di mwajyCicerone. Nella versione italiana di mwajcMicrosoft Windows viene spesso utilizzato il mwajgproemio dell'mwajkIliade (nella mwajotraduzione di mwajsVincenzo Monti del 1825).

Diritto d'autore

Alcuni stati consentono il mwaj4diritto d'autore sul disegno dei caratteri, altri permettono solo la concessione di un mwaj8brevetto su disegni particolarmente originali. I caratteri in formato informatico spesso diventano soggetti a diritto d'autore in quanto mwakaprogrammi per computer e sono generalmente associati a una mwakelicenza d'uso, la quale può essere concessa a pagamento oppure gratuita nonché differenziare la possibilità di utilizzo del tipo di carattere per l'uso commerciale o personale. Il nome del disegno può essere registrato quale mwakimarchio registrato. Come risultato di queste diverse protezioni legali, spesso lo stesso disegno è fornito sotto nomi e implementazioni diverse, ad esempio fornendo con licenza d'uso gratuita una versione con un numero ridotto di caratteri, e a pagamento la versione completa.

Alcuni elementi dei meccanismi software impiegati per la visualizzazione hanno mwakqbrevetti software associati. In particolare, la mwakuApple ha brevettato alcuni degli mwakyalgoritmi di mwakchinting relativi a mwakkTrueType obbligando alternative mwakoopen source quali mwaksFreeType a utilizzare algoritmi diversi. A sua volta la Microsoft Corporation ha sviluppato i caratteri mwakwOpen Type.

Note

cite-note-11. Quest'ultimo termine, entrato in Italia, è da considerare un francesismo. Vedi citereftreccani-fonte2mwalmmwalqFonte, in mwaluTreccani.it – mwalyVocabolario Treccani on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. mwalcURL consultato il 30 dicembre 2018.
cite-note-22. mwalsmwalwmwal0The SVG Font Machine | Glyphter, su mwal4glyphter.com. mwal8URL consultato il 22 febbraio 2021.
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Bibliografia

• mwaocBryan Marvin, Tipografia digitale - Evoluzione tecnica dei caratteri, McGraw-Hill Companies, 1998, ISBN 8838604347.

Voci correlate
Altri progetti

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• Wikizionario
• Wikimedia Commons

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Collegamenti esterni

• citerefvocabolario-treccaniFont, su Vocabolario Treccani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefsapere-itfont, su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com(EN) font, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefopen-library(EN) Opere riguardanti Fonts, su Open Library, Internet Archive.
• citereffoldoc(EN) Denis Howe, font, in Free On-line Dictionary of Computing. Disponibile con licenza mwaqiGFDL
• mwaqqLista di produttori di tipi di carattere, su identifont.com.